Assicurazione Previdenziale: come funziona e perchè farla

Per poter proseguire ad avere una vita dignitosa anche nel momento in cui arriva la pensione, il consiglio è di quello di assicurarsi comunque un determinato tipo di rendita. Proprio per questo motivo diverse compagnie assicurative (come Allianz, Axa e Generali) mettono a disposizione dei propri clienti delle interessanti polizze pensionistiche integrative. Poi ovviamente sarà compito di ciascuno di noi scegliere quella che offre le condizioni più vantaggiose.

Ma prima di tutto andiamo a spiegare come funziona una polizza previdenziale integrativa. Il lavoratore, durante i suoi anni lavorativi, versa per un determinato periodo dell’anno un capitale. Questi contributi a loro volta vengono accantonati per poi poter essere utilizzati per costruire la pensione integrativa. Una delle prime cose da fare è poi quella di calcolare il Gap Previdenziale. In altre parole si dovrà capire in anticipo quanto si potrà ricevere dalla pensione fornita dall’Inps e per poterlo calcolare ci si può tranquillamente collegare al sito internet dell’Inps ed accedere al servizio “La Mia Pensione”. Una volta stimato quanto si potrà ricevere dalla pensione, si dovrà come detto in precedenza calcolare il cosiddetto gap previdenziale, ovvero la differenza tra quello che si riesce ad ottenere dall’Inps e quello che invece si desidera ricevere.

Per poter dunque colmare questo gap previdenziale si potrà usufruire dei fondi pensione, che non sono altro che fondi di accumulazione di denaro da poter integrare alla pensione. Coloro che decidono di costruire un fondo pensione dovranno versare al fondo una determinata somma prestabilita in precedenza a cui, nel caso dei lavoratori dipendenti, può essere aggiunta anche una percentuale fornita dall’azienda per cui lavora. Il dipendente potrà anche aggiungere al proprio fondo pensione il Tfr (“Trattamento di Fine Rapporto”), ovvero una somma di denaro che viene messa da parte dell’azienda e che verrà data al lavoratore una volta cessato il rapporto di lavoro.

Esistono tre tipi di fondi: i fondi aperti (fondi pensioni proposti da banche, compagnie assicurative a cui possono aderire tutti i lavoratori), fondi chiusi (rivolti a determinate categorie di lavoratori e che nascono da accordi tra organizzazione imprenditoriale e sindacali) e infine i piani di previdenza individuale (simili ai fondi aperti, ma che si basano su assicurazioni sulla vita). Una volta arrivato il momento della pensione, quanto maturato dal fondo pensione potrà essere utilizzato per integrare la pensione, in modo tale da garantirsi un reddito migliore. Oppure c’è una seconda possibilità: il 50% di quanto maturato dal fondo può essere ritirato subito mentre la restante metà può diventare una rendita pensionistica.

Il capitale maturato dal fondo può anche essere ritirato prima della scadenza del lavoro, ovvero prima che il lavoratore vada in pensione. E’ utile anche ricordare che quella della pensione integrativa può anche non essere una soluzione obbligatoria, ma può risultare comunque utile al lavoratore in un futuro per garantirsi una rendita per poter vivere in modo dignitoso anche quando arriva il momento della pensione. Secondo una statistica, infatti, a causa della Riforma Fornero una volta che il lavoratore andrà in pensione riceverà un contributo decisamente inferiore (di circa il 50-60%) rispetto allo stipendio mensile avuto durante gli anni di lavoro.

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